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Chiesa parr. 'S.ta Maria' (sec. XX) Assago (MI)
Vetrate e sculture
2002/04
La chiesa presenta un intervento artistico molto articolato in cui il rapporto fra la vetrata e la scultura diviene l’elemento caratterizzante il suo interno. Il piano di lavoro è iniziato con l’installazione delle trentasette vetrate distribuite tutto intorno alla chiesa, caratterizzata da una planimetria particolare a forma di trifoglio. Tutte le vetrate, ad eccezione della grossa e centrale, un moderno rosone a forma ottagonale, sono delle fasce alte e strette e sviluppano una composizione con un’evoluzione cromatica che inizia, in corrispondenza dell’ingresso, con tonalità chiare per giungere nell’area retrostante l’altare con intensi colori a dominanza azzurra, un riferimento simbolico a Maria a cui la chiesa è dedicata. Significativa inoltre la presenza del colore rosso che assume un movimento ascensionale sempre maggiore sino a culminare nelle aree azzurre e blu più intense. Si è passati in seguito alla realizzazione di tutti i poli liturgici, altare, ambone, fonte battesimale e sedi. Le opere sono in marmo rosa portoghese, una tonalità calda di colore che ben si armonizza con l’intervento di ristrutturazione architettonica a cui la chiesa nel suo interno è stata sottoposta, in particolare con il rifacimento ex novo della pavimentazione. L’altare, a forma quadrata, scelta voluta data la conformazione spaziale dell’interno, in tutte e quattro i lati è sviluppata un rilievo astratto che culmina nella parte frontale con la rappresentazione, anch’essa con un linguaggio sintetico e non descrittivo, dell’ “Ultima Cena”, resa con un rilievo più accentuato i cui chiaroscuri emergono con maggior vigore. L’altare, l’unico polo dove è sviluppato un elemento iconografico specifico, appare come una forma severa e insieme compatta, ha una venatura marmorea ricca di tonalità rosate calde e nell’insieme risulta una struttura leggera, anche per il rialzo della parte inferiore, in sintonia con la cromia e la spazialità della chiesa. L’ambone riporta sul lato frontale quattro forme strutturate verticalmente con un movimento che richiama la piegatura di un foglio aperto e sono un chiaro riferimento alla simbologia degli Evangelisti. E’ particolarmente intensa la venatura del marmo e non come in questo elemento vi è un raccordo visivo e cromatico con la tipologia della nuova pavimentazione. Il fonte battesimale, posto all’ingresso della chiesa, riprende la forma ottagonale sia della vetrata-rosone sia della struttura portante le tre cupole della chiesa stessa, e svolge un rilievo plastico a simulazione del movimento dell’acqua, generato da una fenditura per quattro degli otto lati. Le sedi nella loro essenzialità riportano sullo schienale un leggero rilievo modulato. A completamento dell’intervento marmoreo si segnala anche la struttura portante la custodia eucaristica e la serie di supporti, portacroce e porta ceri. Il lavoro si è infine concluso con la realizzazione di una croce bronzea posta nell’area celebrativa ma soprattutto con l’esecuzione in terracotta del ciclo della “Via Crucis” collocando le singole stazioni, separate l’un l’altra, lungo le sfaccettate pareti laterali. Il linguaggio plastico delle varie formelle richiama per l’essenzialità e il movimento morbido della forma il rilievo principale dell’altare, e questo ha permesso di dare una veste definitiva all’interno con un ulteriore elemento a tonalità calda, contribuendo così con tutte le altre opere scultoree e unitamente alla cromia prevalentemente fredda delle vetrate, un armonia e un carattere molto sacrale all’interno stesso della chiesa.

 

 
   
     
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